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I dubbi di Amleto, cartone del latte

Amleto è un simpatico cartone di latte fresco varesino. Dopo aver atteso qualche ora nel bancone del supermercato, una mamma l'ha finalmente portato con sé a casa. Trascorsa la notte nel frigo, Amleto è stato chiamato a fare la sua parte per la colazione. Felice di aver compiuto il suo dovere, ormai vuoto, sorge ora in Amleto una domanda esistenziale: "Riciclabile, o non riciclabile?"

Amleto è un simpatico cartone di latte fresco varesino. Dopo aver atteso qualche ora nel bancone del supermercato, una mamma l'ha finalmente portato con sé a casa. Trascorsa la notte nel frigo, Amleto è stato chiamato a fare la sua parte per la colazione. Felice di aver compiuto il suo dovere, ormai vuoto, sorge ora in Amleto una domanda esistenziale: "Riciclabile, o non riciclabile?"

Arriva in aiuto la saggia mamma: lei sa bene che anche il Tetra Pak va nella raccolta differenziata. Purtroppo un altro dubbio si insinua: andrà nel sacco della plastica o nel bidone della carta? Questo è il vero problema!

RiciclareLa risposta non è facile: dipende da dove quel cartone è andato a finire. Se fosse a Varese, la brava mamma lo getterebbe senza indugio nel sacco giallo con la plastica, come da istruzioni ASPEM. Ma basta andare spostarsi di poco per trovare una pratica totalmente diversa: il Tetra Pak Amleto farebbe compagnia a carta e cartone in quasi tutta la provincia: a Vedano, Buguggiate, Mornago, Morazzone... dove è Coinger a dettar le regole della differenziata; ma anche nel luinese, Saronno, Malnate... dove Econord gestisce i rifiuti; e pure in Valcuvia Amleto sarebbe schiacciato tra le riviste e i giornali. Stesso succede dove le imperse responsabili sono AMSC (consorzio da Gallarate a Sesto Calende), ed Agesp (BustoArsizio e limitrofi).

Il povero Amleto è davvero amareggiato. E il risultato non cambierebbe se fosse una lattina, dove da una parte finirebbe con la plastica, e da un'altra con il vetro. O ancora: un tovagliolo di carta (senza residui di cibo, ma immancabilmente unto) lo si dovrà gettare col cartone, nell'umido o nel non-riciclabile? E infine: cosa dobbiamo farci con il polistirolo?

Grazie al cielo, i Comuni ci "bombardano" di fogli informativi sul cosa e come mettere dove e quando, e ciascun consorzio o azienda ha un helpdesk o numero verde per sciogliere ogni dubbio. Insomma: posto che vai, riciclo che trovi... e che bisogna studiare!
In condominio sarebbe buona pratica far affiggere le informazioni di riguardo, soprattutto nelle realtà dove gli inquilini (o i proprietari) cambiano spesso o dove ...non si sono ancora tutti aggiornati. Infatti il rischio è che per cominciare ci sia una ammonizione, come è successo a Varese, e non si ritiri il sacco "inquinato", fino ad arrivare a vere sanzioni pecuniarie!
Il guaio è che queste multe potrebbero ricadere sull'intero condominio. Questa minaccia non è proprio ideale per agevolare la serena convivenza, ma incentiva gli abitanti a controllarsi a vicenda: il suggerimento è che questo non diventi una pratica ossessiva (al limite dello stalking!) ma sia più un'opera motivazionale, con garbo e ...diplomazia! E nei casi estremi, con la riforma del condominio, l'amministratore stesso potrà "multare" chi tra i condòmini non si comporta a dovere (sarà necessario inserire le sanzioni nel regolamento condominiale).

Nella malaugurata occasione che una arrivi comunque una contravvenzione dal Comune, il bravo amministratore verificherà dapprincipio che ci siano tutti i presupposti per accettarla (altrimenti farebbe scattare il ricorso!), per poi mettere a bilancio la spesa come straordinaria, da ripartirsi su base millesimale (salvo diversa disposizione del regolamento). Da notare che in caso di affitto tale spesa straordinaria sarà a carico del locatore, salvo diverso accordo nel contratto di affitto.

Un ulteriore aspetto sarà quello della nuova tassa: la Tares sostituirà la Tarsu ed il suo gettito dovrà coprire tutte le spese di raccolta e gestione rifiuti solidi urbani. Mentre prima tale spesa poteva essere in parte "assorbita" dal bilancio comunale, nel 2013 i comuni che avevano mantenuto basso questo tributo dovranno necessariamente rincararlo.
A livello condominiale la normativa da Tarsu a Tares non sembra incidere: quandanche ci fossero locali comuni occupati, saranno ancora gli stessi occupanti a pagare la tassa in misura della superficie. Per le parti comuni, invece, che sono generalmente incluse nel computo per il calcolo della tassa delle singole unità abitative, sarà poi ciascun comune a disciplinare la materia. Che vuol dire un ulteriore studio località per località.

Insomma la storia del nostro Amleto, cartone, lattina o tovagliolo che sia, continua a cambiare secondo gli anni e i paesi... ma resta davvero un personaggio problematico.

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